

Assoesercenti: “Segnale positivo, ma la domanda interna resta fragile. Urgenti misure strutturali per sostenere PMI e consumi”
Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, a novembre l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) registra una variazione del -0,2% su base mensile e del +1,2% su base annua, confermando la stabilità del mese precedente.
La crescita dei prezzi mostra dinamiche differenziate: rallentano gli alimentari non lavorati (+1,4% da +1,9%) e i servizi relativi ai trasporti (+0,8% da +2,0%), mentre si riduce la flessione degli energetici non regolamentati (-4,4%) e dei beni durevoli (-0,1%). L’inflazione di fondo scende all’1,8%, segnalando una generale moderazione delle pressioni interne.
Il “carrello della spesa” rallenta al +1,9%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto registrano una lieve accelerazione (+2,2%).
“La stabilità dell’inflazione all’1,2% – comment ail Presidente di Assoesercenti Salvo Politino – è un segnale positivo, ma non va letta come un indicatore di piena normalizzazione: la domanda interna resta debole e moltissime piccole imprese vivono ancora una situazione di margini compressi. Il rallentamento dei servizi e degli alimentari non lavorati è incoraggiante, ma l’aumento dei costi dei prodotti lavorati e la volatilità dei carburanti continuano a pesare sulla gestione quotidiana delle attività commerciali.”
“Per rilanciare i consumi serve un’azione mirata del Governo: riduzione del cuneo fiscale, incentivi per i pagamenti digitali a costo zero per le imprese, politiche di sostegno al potere d’acquisto delle famiglie e un piano strutturale per la competitività del commercio di prossimità. Le PMI rappresentano l’ossatura del Paese e hanno bisogno di un quadro stabile e di costi sostenibili per programmare investimenti e crescita.”
“Assoesercenti continuerà a monitorare attentamente l’andamento dei prezzi e a portare al tavolo delle istituzioni le esigenze reali delle imprese del territorio.”