


Bilancia dei pagamenti: l’Italia tiene ma non accelera.
Assoesercenti: “Servono scelte coraggiose: rafforzare i consumi, sostenere i servizi, rimettere al centro le PMI”
I dati diffusi dalla Banca d’Italia relativi alla bilancia dei pagamenti, analizzati dal Centro Sudi di Assoesercenti, evidenziano un Paese che mantiene un equilibrio macroeconomico positivo, ma senza dinamiche di crescita sufficiente a sostenere in modo strutturale il sistema produttivo, in particolare quello dei servizi e del commercio.
Secondo l’analisi di Assoesercenti, nei dodici mesi terminanti a settembre 2025, il conto corrente ha registrato un surplus di 28,6 miliardi di euro (pari all’1,3% del PIL), in aumento rispetto ai 25,8 miliardi dell’anno precedente.
Un risultato che deriva da andamenti molto diversi tra loro:
Sul fronte finanziario, il conto finanziario mostra un quadro più prudente: le acquisizioni di attività nette sull’estero si riducono da 49,3 miliardi a 28,4 miliardi, con investimenti di portafoglio ancora negativi (–31,7 miliardi). Crescono invece gli “altri investimenti” (+57,8 miliardi), segno che le imprese e gli operatori economici mantengono una postura cauta, privilegiando strumenti più liquidi in un periodo di incertezza.
Il quadro complessivo evidenzia dunque stabilità, ma anche debolezza della domanda interna e rallentamento del settore dei servizi, elementi che incidono direttamente sulle attività rappresentate da Assoesercenti.
“I dati della Banca d’Italia – commenta il Presidente di Assoesercenti Salvo Politino – confermano ciò che denunciamo da mesi: l’Italia tiene, ma non cresce. Il surplus del conto corrente è una buona notizia, certo, ma non è sufficiente per parlare di ripresa vera. Si tratta di un equilibrio fragile, ottenuto più per inerzia delle dinamiche internazionali che per un miglioramento della domanda interna.
I servizi, il commercio, il turismo e le attività produttive territoriali continuano a soffrire. Il deficit dei servizi è un indicatore che parla chiaro: la nostra economia domestica non sta generando abbastanza valore aggiunto. E se non riparte il consumo, non possono ripartire né il lavoro né gli investimenti.
C’è poi un altro problema strutturale: le micro e piccole imprese, che rappresentano oltre il 90% del tessuto economico italiano, sono ancora troppo esposte al costo del denaro e alla difficoltà di accesso al credito. Anche il dato sul conto finanziario lo evidenzia: gli investimenti diretti esteri stentano, quelli di portafoglio sono negativi, e le risorse si spostano verso strumenti più prudenti. Questo non è il comportamento di un Paese che vede opportunità di crescita. È il comportamento di un sistema che si difende.
Per questo, come Assoesercenti, chiediamo al Governo un cambio di passo coraggioso, con misure immediate e una strategia di medio periodo che metta al centro la produttività, il lavoro e la capacità competitiva delle nostre imprese.”
Assoesercenti ritiene che il quadro macroeconomico offra l’occasione per agire con decisione. Le nostre proposte si articolano su quattro assi strategici:
1. Ridare vigore ai consumi e alla domanda interna
2. Un piano decennale per il rilancio del settore servizi e del turismo
3. Favorire investimenti e liquidità alle PMI
4. Una agenda per la competitività territoriale
“Il Paese non è fermo – cocnlude Politino – ma non corre. I numeri ci dicono che siamo in equilibrio, non in crescita. E senza una crescita solida, senza un rilancio dei consumi e senza un sostegno forte alle micro e piccole imprese, rischiamo nei prossimi mesi un indebolimento del tessuto economico.
Noi siamo pronti. Assoesercenti vuole essere parte attiva nel definire le nuove politiche per il commercio, i servizi e il turismo, e chiediamo al Governo di aprire subito un tavolo permanente con le associazioni: solo così l’Italia potrà davvero trasformare un surplus tecnico in un’opportunità di sviluppo reale.”