

Il disegno di Legge di Bilancio 2027 ridisegna temporaneamente il secondo scaglione IRPEF, estendendo l’aliquota del 33% ai redditi fino a 55.000 euro. La misura, valida per il solo anno d’imposta 2027, garantisce un risparmio massimo di 500 euro annui per i redditi medio-alti, pur subordinata al calcolo dell’imponibile netto al netto dei contributi previdenziali.
Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri (DDL n. 195 del 28 ottobre 2026) interviene sulla pressione fiscale del ceto medio allargando di 5.000 euro la fascia di reddito soggetta all’aliquota intermedia. L’intervento agirà sulle buste paga di lavoratori dipendenti, sulle pensioni e sui redditi degli autonomi in regime ordinario, con un impatto stimato su 3,2 milioni di contribuenti e un costo per le casse dello Stato di 1,43 miliardi di euro.
A legislazione vigente (regole 2026), l’aliquota del 33% si ferma alla soglia dei 50.000 euro. Il DDL di Bilancio allunga questo scaglione fino ai 55.000 euro, facendo scattare l’aliquota massima del 43% solo sulla quota eccedente tale limite. Per il 2027, la struttura dell’IRPEF si articolerà in tre fasce:
| Reddito imponibile | Aliquota IRPEF 2027 (DDL Governo) |
|---|---|
| Fino a 28.000 € | 23% |
| Oltre 28.000 € e fino a 55.000 € | 33% |
| Oltre 55.000 € | 43% |
Questa misura rappresenta il massimo sforzo finanziario attuabile con le risorse disponibili, ridimensionando l’ipotesi iniziale che puntava a estendere l’agevolazione fino a 60.000 euro (costo stimato oltre i 2,6 miliardi).
Il testo governativo non ha recepito la proposta, avanzata in sede parlamentare, di ridurre la prima aliquota IRPEF dal 23% al 22%. Se introdotta tramite emendamento, tale limatura avrebbe garantito un ulteriore risparmio lineare fino a 280 euro annui per tutti i redditi capienti (avvantaggiando anche la fascia sotto i 50.000 euro). Tra le misure collaterali presenti nel testo, viene invece confermata per il 2027 la detassazione agevolata al 5% applicata agli aumenti contrattuali, mentre resta esclusa la flat tax sulle tredicesime.
Il taglio IRPEF 2027 produce effetti esclusivamente sui contribuenti con un reddito imponibile superiore a 50.000 euro. Il beneficio fiscale cresce progressivamente di 100 euro per ogni 1.000 euro di imponibile eccedente tale soglia, fino a saturarsi.
| Reddito imponibile annuo | IRPEF Lorda 2026 | IRPEF Lorda 2027 | Risparmio annuo |
|---|---|---|---|
| Fino a 50.000 € | 13.700 € | 13.700 € | 0 € |
| 52.000 € | 14.560 € | 14.360 € | 200 € |
| 54.000 € | 15.420 € | 15.020 € | 400 € |
| 55.000 € o superiore | 15.850 € | 15.350 € | 500 € |
Nota: i calcoli si riferiscono all’imposta lorda nazionale a parità di detrazioni, senza computare le addizionali regionali e comunali.
Per i lavoratori dipendenti, il reale vantaggio in busta paga non si calcola sulla Retribuzione Annua Lorda (RAL), ma sul reddito imponibile fiscale, che si ottiene sottraendo dalla RAL i contributi previdenziali a carico del lavoratore (ordinariamente pari al 9,19% nel settore privato, al netto di sgravi temporanei).
Questo meccanismo sposta verso l’alto la soglia necessaria per percepire il beneficio:
A livello normativo, il DDL inserisce il comma 5-bis all’articolo 11 del nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.Lgs. 117/2026, in vigore dal prossimo gennaio). Trattandosi di una deroga valida per il solo anno 2027, in assenza di futuri rifinanziamenti, dal 2028 lo scaglione al 33% tornerà automaticamente a comprimersi alla soglia dei 50.000 euro.
Per finanziare il minor gettito di 1,43 miliardi, l’Esecutivo attingerà prevalentemente dal contributo richiesto a banche e assicurazioni, essendo lo scostamento di bilancio vincolato esclusivamente alla spesa per energia e difesa. Inoltre, in assenza di correttivi, la limatura dell’IRPEF andrà a vantaggio anche dei redditi oltre i 200.000 euro, i quali assorbiranno il beneficio pur subendo la decurtazione forfettaria di 440 euro sulle detrazioni (introdotta con la precedente Manovra 2026).