

I dati sulle retribuzioni contrattuali relativi al 2025 mostrano una crescita complessiva del 3,1% rispetto all’anno precedente, confermando un secondo anno consecutivo di parziale recupero del potere d’acquisto rispetto all’inflazione, che si attesta all’1,7%.
Alla fine di dicembre 2025 risultano in vigore 48 contratti collettivi nazionali per la parte economica, che interessano circa 7,6 milioni di lavoratori, pari al 57,8% dei dipendenti. La copertura contrattuale è elevata nel settore privato (73,8%), con una forte eterogeneità tra comparti: piena copertura in agricoltura, più contenuta nell’industria e molto ampia nei servizi privati. Nella pubblica amministrazione, invece, tutti i contratti risultano scaduti.
Nel corso del quarto trimestre 2025 sono stati recepiti nove contratti, senza scadenze, ma restano ancora 27 contratti in attesa di rinnovo, che coinvolgono circa 5,5 milioni di dipendenti. Il tempo medio di attesa di rinnovo scende a 18,9 mesi, pur rimanendo su livelli elevati.
Nel settore privato la crescita delle retribuzioni è pari al 3,2%, trainata in particolare da agricoltura e industria, mentre nei servizi privati l’aumento si attesta al 3,0%. Più contenuto l’incremento nella pubblica amministrazione (+2,7%), legato ai rinnovi del triennio 2022-2024.
«Il recupero delle retribuzioni rispetto all’inflazione rappresenta un segnale positivo, soprattutto in una fase in cui famiglie e imprese stanno ancora assorbendo gli effetti degli aumenti dei costi», dichiara il Presidente di Assoesercenti, Salvo Politino.
«Tuttavia – prosegue Politino – il numero ancora elevato di contratti scaduti e i lunghi tempi di rinnovo indicano la necessità di un cambio di passo nelle relazioni contrattuali. È fondamentale garantire aumenti salariali equi per i lavoratori, ma allo stesso tempo sostenibili per le imprese, in particolare per quelle del commercio e dei servizi, già messe alla prova da margini ridotti e da una domanda interna debole».
«Serve un confronto responsabile tra le parti sociali che consenta rinnovi tempestivi, capaci di sostenere il potere d’acquisto senza compromettere la tenuta delle piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura del nostro sistema economico», conclude il Presidente.