

I dati diffusi sulla stima preliminare del Prodotto interno lordo del quarto trimestre 2025 indicano una crescita congiunturale dello 0,3% e un aumento tendenziale dello 0,8%. Su base annua, il Pil 2025 registra un incremento reale dello 0,7%, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato.
La crescita del quarto trimestre è sostenuta da un aumento del valore aggiunto in tutti i principali comparti produttivi, con un contributo più marcato da parte di agricoltura, silvicoltura e pesca e dell’industria. Dal lato della domanda, emerge un apporto positivo della componente nazionale, al lordo delle scorte, mentre la componente estera netta continua a esercitare un effetto negativo.
Secondo Assoesercenti, si tratta di segnali incoraggianti ma ancora insufficienti per parlare di una ripresa solida e diffusa, soprattutto per il settore del commercio e dei servizi, che resta fortemente dipendente dall’andamento dei consumi delle famiglie.
«I dati sul Pil del quarto trimestre 2025 confermano una crescita moderata dell’economia italiana, che va accolta con prudenza. La ripresa di alcuni comparti produttivi è un segnale positivo, ma non possiamo ignorare le difficoltà che continuano a colpire la domanda interna e, in particolare, i consumi», dichiara il Presidente di Assoesercenti, Salvo Politino.
«Per migliaia di imprese del commercio di prossimità, della ristorazione e dei servizi – prosegue Politino – la crescita resta ancora troppo debole. L’aumento dei costi, il calo del potere d’acquisto delle famiglie e l’incertezza economica frenano la spesa e limitano le prospettive di sviluppo».
«La variazione acquisita per il 2026, pari allo 0,3%, rappresenta una base di partenza, ma non basta. È necessario rafforzare le politiche a sostegno dei redditi, degli investimenti e delle piccole e medie imprese, per trasformare questi segnali in una crescita stabile e realmente inclusiva», conclude il Presidente.