
Il settore dell’edilizia registra una pesante battuta d’arresto e scivola ai livelli più bassi da dicembre 2024, come certificato dai dati dell’Istat, dai quali emerge, secondo l’analisi del centro studi di Assoesercenti, ad agosto 2026 una diminuzione congiunturale dell’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni pari al -2,9% rispetto a luglio, segnando il terzo calo mensile consecutivo e trascinando la media del trimestre giugno-agosto a una marcata flessione del -3,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Il quadro di progressivo raffreddamento del comparto trova riscontro anche nell’andamento su base tendenziale dove, al di là di un indice grezzo salito del +2,3% per effetto di un giorno lavorativo in più rispetto ad agosto 2025 (21 giornate contro 20), l’indice corretto per gli effetti di calendario evidenzia una contrazione del -2,2%, confermando il secondo mese consecutivo di calo annuo, mentre nella media dei primi otto mesi del 2026 la crescita si ridimensiona a un modesto +1,2% (+2,3% per il dato grezzo). A frenare l’attività del comparto è il combinato disposto tra la progressiva conclusione delle agevolazioni straordinarie e il permanere di costi di finanziamento elevati, che continuano a disincentivare nuovi investimenti da parte dei privati e delle famiglie. Su questo scenario interviene con forte preoccupazione il presidente di Assoesercenti Salvo Politino, il quale sottolinea con chiarezza che «questi dati certificano una frenata allarmante per l’intera filiera dell’edilizia e dell’abitare, un settore strategico che per anni ha trainato la ripresa economica del Paese e che adesso si ritrova ai minimi da quasi due anni sotto il peso dell’incertezza normativa e della stretta creditizia». Politino evidenzia come «la caduta di oltre tre punti percentuali registrata nel trimestre estivo non colpisca soltanto le imprese di costruzione in cantiere, ma rischi di innescare una pericolosa reazione a catena su un indotto vastissimo composto da migliaia di micro e piccole imprese del commercio, dell’artigianato, dei materiali edili, dell’impiantistica e dell’arredamento, comparti vitali per i nostri centri urbani che dipendono direttamente dalla tenuta delle ristrutturazioni e del mercato immobiliare», concludendo con l’appello affinché «il Governo definisca nella prossima legge di bilancio un quadro strutturale e certo per i bonus edilizi e l’efficientamento energetico, sblocchi rapidamente i cantieri delle opere pubbliche e della rigenerazione urbana legate al PNRR, e metta a disposizione misure di garanzia per facilitare i mutui e i prestiti bancari a tassi calmierati per famiglie e PMI, scongiurando il pericolo che la paralisi delle costruzioni finisca per congelare l’intera economia reale dei nostri territori».