

Occupazione: a maggio lieve flessione, ma in un anno crescono di 228 mila gli occupati. I dati diffusi dall’ISTAT relativi al mercato del lavoro nel mese di maggio 2026 evidenziano un quadro caratterizzato da una lieve flessione congiunturale dell’occupazione, ma confermano una dinamica positiva nel confronto con lo scorso anno.
Nel mese di maggio gli occupati sono 24 milioni e 336 mila, con una diminuzione di 22 mila unità rispetto ad aprile (-0,1%). Il calo è interamente riconducibile ai dipendenti a termine, diminuiti a 2 milioni e 388 mila, mentre continuano a crescere sia i dipendenti permanenti, che raggiungono 16 milioni e 588 mila, sia i lavoratori autonomi, pari a 5 milioni e 360 mila.
Il tasso di occupazione si attesta al 63,0%, in lieve calo di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente.
Sul fronte della disoccupazione, le persone in cerca di lavoro diminuiscono di 22 mila unità (-1,7%) e il tasso di disoccupazione scende al 5,0% (-0,1 punti), mentre il tasso di disoccupazione giovanile cala al 15,1%, con una riduzione di 1,3 punti percentuali.
Aumentano invece gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, che crescono di 59 mila unità (+0,5%), portando il tasso di inattività al 33,6% (+0,2 punti).
Il confronto con maggio 2025 conferma tuttavia una tendenza positiva: gli occupati aumentano di 228 mila unità (+0,9%), grazie alla crescita dei dipendenti permanenti (+275 mila) e degli autonomi (+198 mila), che compensano il calo dei lavoratori a termine (-244 mila). Nello stesso periodo, le persone in cerca di lavoro diminuiscono di 399 mila unità (-23,8%), mentre gli inattivi aumentano di 190 mila (+1,5%).
Anche il confronto trimestrale mostra segnali favorevoli: tra marzo e maggio 2026, rispetto al trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, gli occupati crescono di 119 mila unità (+0,5%), mentre diminuiscono sia i disoccupati (-68 mila) sia gli inattivi (-38 mila).
“I dati diffusi dall’ISTAT – commenta il Presidente di Assoesercenti Salvo Politino – fotografano un mercato del lavoro che continua a mostrare elementi di tenuta, soprattutto nel confronto con lo scorso anno. L’incremento di 228 mila occupati e la crescita dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato rappresentano segnali incoraggianti, così come la riduzione della disoccupazione al 5%.
Resta però evidente una certa fragilità nel breve periodo, testimoniata dalla flessione mensile degli occupati e dall’aumento degli inattivi. Per il sistema delle imprese è fondamentale consolidare questi risultati attraverso politiche che sostengano gli investimenti, la competitività e la creazione di occupazione stabile.
Le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dell’artigianato continuano a rappresentare un motore essenziale dell’economia italiana. Per questo è necessario favorire un contesto che incentivi le assunzioni, valorizzi le competenze e riduca il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, così da trasformare i segnali positivi registrati dall’ISTAT in una crescita strutturale e duratura dell’occupazione.”