

Secondo i dati diffusi da ISTAT relativi al commercio con l’estero e ai prezzi all’importazione di marzo 2026, l’export italiano registra una crescita congiunturale del +4,1% e un aumento tendenziale del +7,4% in valore, mentre le importazioni crescono del +8,0% su base annua. Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni aumentano del +4,0% rispetto al trimestre precedente.
Particolarmente positivo il contributo di alcuni comparti strategici del manifatturiero italiano, tra cui metalli e prodotti in metallo, autoveicoli, elettronica, farmaceutica e macchinari. In crescita anche le esportazioni verso importanti partner europei come Francia, Germania e Spagna, oltre alla Cina.
Resta sostanzialmente stabile l’avanzo commerciale italiano, pari a 4,7 miliardi di euro nel mese di marzo, mentre i prezzi all’importazione tornano leggermente positivi su base annua dopo mesi di flessione, soprattutto a causa dell’aumento dei costi energetici e delle materie prime.
“L’andamento dell’export italiano – commenta il Presidente di Assoesercenti Salvo Politino – conferma la capacità competitiva delle nostre imprese anche in una fase internazionale ancora caratterizzata da forti incertezze economiche e geopolitiche. I dati ISTAT mostrano una ripresa significativa delle esportazioni e un rafforzamento della presenza italiana nei principali mercati europei ed extraeuropei.
Tuttavia, non possiamo ignorare alcuni elementi di preoccupazione: l’aumento dei prezzi all’importazione, soprattutto per energia e beni intermedi, rischia di comprimere ulteriormente i margini delle piccole e medie imprese del commercio, della distribuzione e della produzione.
Per Assoesercenti è fondamentale che il Governo continui a sostenere gli investimenti delle PMI, favorisca l’accesso al credito e intervenga per contenere il peso dei costi energetici e logistici. Occorre inoltre rafforzare le politiche per l’internazionalizzazione, accompagnando le imprese nei mercati esteri con strumenti concreti e semplificazioni amministrative.
Le imprese italiane stanno dimostrando resilienza e capacità di innovazione, ma hanno bisogno di stabilità economica e di una strategia industriale chiara per consolidare la crescita nei prossimi mesi.