

Il comparto turistico italiano si conferma un formidabile motore dell’economia nazionale come certificato dallo studio di Banca d’Italia, dal quale emerge, secondo l’analisi del centro studi di Assoesercenti un mese di luglio in cui la bilancia dei pagamenti turistica ha fatto registrare un avanzo record di 4,7 miliardi di euro, in netta espansione rispetto al corrispondente periodo del 2025. A trainare l’intero settore è la robusta accelerazione della spesa dei viaggiatori stranieri in Italia, salita a 8,3 miliardi di euro con una crescita tendenziale del 6,8%, a fronte di una spesa dei viaggiatori italiani all’estero attestata a 3,6 miliardi di euro (+1,5%). L’andamento espansivo trova piena conferma anche osservando la media mobile del trimestre maggio-luglio 2026, periodo nel quale i flussi in entrata hanno evidenziato un incremento complessivo del 5,5% contro il +2,1% registrato dalle uscite. Sul fronte della provenienza geografica, la componente più dinamica dell’incoming è rappresentata dai viaggiatori provenienti dai paesi extra-UE (+6,8% nel trimestre), che mostrano una propensione alla spesa decisamente superiore rispetto ai flussi dai paesi dell’Unione Europea (+4,4%), mentre sul versante delle mete estere scelte dai residenti in Italia cresce la spesa verso destinazioni UE (+5,2%) a fronte di una flessione nei paesi extra-comunitari (-1,5%). Su queste risultanze interviene con soddisfazione ma con uno sguardo attento alle prospettive future il presidente di Assoesercenti Salvo Politino, affermando che «i dati diffusi da via Nazionale dimostrano in modo inequivocabile come il turismo internazionale sia una boccata d’ossigeno vitale per la nostra economia, rappresentando l’unico vero argine alla stagnazione della domanda interna e dei consumi delle famiglie residenti». Politino evidenzia come «l’afflusso straordinario di oltre otto miliardi di euro lasciati dai visitatori esteri, specialmente da quelli provenienti dai mercati extra-europei ad alto potere di spesa, abbia salvato i bilanci estivi di migliaia di piccole e medie imprese del commercio al dettaglio, della ristorazione, dell’artigianato e della ricettività diffusa, che continuano a fare dell’accoglienza il fiore all’occhiello del Made in Italy». Il presidente di Assoesercenti conclude rimarcando che «questi numeri positivi non devono indurre a cullarsi sugli allori: non possiamo vivere di sola stagionalità estiva; per rendere strutturale questo valore aggiunto serve un piano strategico di destagionalizzazione dell’offerta turistica, accompagnato da investimenti infrastrutturali mirati nei collegamenti e nella mobilità locale, soprattutto al Sud e nelle Isole, e da un alleggerimento della pressione fiscale e burocratica per le micro-imprese dei servizi e del turismo, affinché la ricchezza generata dai flussi internazionali si distribuisca capillarmente su tutti i territori e nei centri storici delle nostre città».