

A settembre 2025 il mercato del lavoro segna un nuovo incremento degli occupati, ma il quadro resta diseguale e preoccupante per le nuove generazioni. Secondo l’analisi del Centro Studi di Assoesercenti, che ha analizzato i dati provvisori, dell’ISTAT, gli occupati aumentano dello 0,3% (+67mila unità), trainati da donne e lavoratori stabili, mentre calano i dipendenti a termine e restano fermi gli autonomi. Il tasso di occupazione sale al 62,7%, la disoccupazione al 6,1%, e il tasso di inattività scende al 33,1%.
Tuttavia, tra i giovani 15-34 anni, la disoccupazione risale al 20,6% (+0,9 punti): un dato che richiama la necessità di interventi urgenti e mirati. Su base annua, l’occupazione cresce di 176mila unità, ma la quota giovanile rimane debole e frammentata.
La diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,8%, pari a -99mila unità) interessa gli uomini, le donne e tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni, tra i quali il numero di inattivi cresce. Il tasso di inattività cala al 33,1% (-0,3 punti).
“Non possiamo accettare – commenta il Presidente di Assoesercenti Salvo Politino – che un giovane su cinque resti ai margini del lavoro. Il Paese cresce, ma senza i giovani non ha futuro. I dati di settembre ci dicono che l’Italia sta creando più posti stabili, ma invecchiando nel lavoro: chi ha esperienza resta, chi inizia non trova spazio. Il commercio, i servizi, il turismo sono settori dove i giovani possono costruire competenze e futuro, ma servono condizioni vere per attrarli: contratti equi, formazione, prospettive di carriera e meno burocrazia per chi vuole mettersi in gioco. Se non investiamo adesso nel lavoro giovanile, tra cinque anni parleremo solo di pensioni e non più di produttività.”
“Il lavoro non può essere un privilegio generazionale. L’Italia deve tornare a dare fiducia ai giovani e a chi vuole costruirsi un futuro. Assoesercenti chiede un patto per il lavoro giovanile: meno ostacoli, più opportunità, più dignità per chi entra nel mondo del lavoro.”